Le Frequenze Solfeggio

Quand’è stata l’ultima volta in cui vi è venuta la pelle d’oca e vi siete accorti che quel momento non era come tutti gli altri?

Per noi due è scattato il momento magico, quando ascoltavamo le Frequenze Solfeggio. Le frequenze avevano stimolato gli istinti e le sensazioni primordiali che ognuno di noi porta dentro di sé, ma dei quali spesso non abbiamo nemmeno la consapevolezza. Più che udirle, le abbiamo sentite. Era come sé fossimo tornati in una casa che non conoscevamo più. Sentivamo una forza primordiale che ci conduceva in una direzione specifica. Al inizio opponevamo resistenza, ma dopo un po’ ci siamo lasciati andare. Più cercavamo di essere razionali e più la ragione diventava sfuggevole. Ci siamo lasciati andare. E il risultato era l’ispirazione di chiamare le camere e le suite del nostro hotel con i nomi delle Frequenze Solfeggio.

Cosa sono le Frequenze Solfeggio?

Le Frequenze Solfeggio ci riportano a quelle che sono le note primordiali dell’universo e stimolano il nostro corpo a trovare l’equilibrio e l’armonia.

Le Frequenze Solfeggio costituiscono l'antica scala di 6 toni, utilizzata nella musica sacrale ovvero per i canti e i corali gregoriani. I canti e le note specifiche della scala Solfeggio, se cantati in perfetta armonia, rappresentano una benedizione spirituale. Ogni nota Solfeggio è costituita da una frequenza specifica. Al giorno d’oggi la Frequenza Solfeggio è meglio conosciuta come la scala di sette note discendenti, collegate con la scala diatonica Do-Re-Mi-Fa-So-La-Ti. Originariamente, la scala utilizzava 6 note discendenti, indicate come Ut-Re-Mi-Fa-Sol-La.

Qual è l’origine della Frequenza Solfeggio?

Le Frequenze Solfeggio fanno parte dell’universo. Sono eterne - divine.

Il primo a mettere per iscritto la scala Solfeggio fu il monaco benedettino Guido d'Arezzo (c 991 AD -.. C 1050 AD). Gli servi come ausilio per facilitare l’apprendimento dei canti e dei corali. Gli attuali nomi delle note in uso corrispondono alle sillabe iniziali dei primi sei versetti dell'inno Ut queant laxis, scritto da Paulus Diaconus.

Ut queant laxis Resonare fibris

Mira gestorum Famuli tuorum

Solve polluti Labii reatum

Sancte Iohannes